Filosofia Macrobiotica

Da " Il Nuovo Libro della Macrobiotica" di Michio Kushi Ed. Mediterranee

Nel 1913 in un negozio di libri usati di Kyoto, in Giappone, un giovane di 18 anni, di nome Yukikazu Sakurazawa, gravemente ammalato di tubercolosi, comperò un volumetto intitolato Come curare le malattie mediante la dieta. L'autore, Sagen Ishizuka, medico, sosteneva che quasi tutte le malattie infettive e degenerative si possono guarire alimentandosi invece che con carne, zucchero, riso brillato, farina bianca e altri cibi raffinati della civiltà moderna, con riso e altri cereali integrali, minestra di miso, verdura cotta, alghe marine e altri cibi tradizionali.

Con sua grande meraviglia quella dieta ebbe successo; e una volta guarito dalla tubercolosi il giovane Sakurazawa si dedicò per il resto della sua vi­ta allo studio dei rapporti che intercorrono fra l'alimentazione, l'ambiente e la salute.

Con lo pseudonimo di George Ohsawa scrisse molti libri e tenne numero­se conferenze sull'Ordine dell'Universo, e in particolare sull'applicazione dei principi dietetici e ambientali per migliorare la salute degli individui e delle fa­miglie e realizzare la pace nel mondo. Nei suoi viaggi in Europa e negli Stati Uniti, a cavallo degli anni '50 e'60, usò l'espressione "macrobiotica zen" per definire la sua dottrina.

Diete bilancia­te venivano tradizionalmente seguite dai praticanti dello zen. Poiché allora in Occidente lo zen era popolare, Ohsawa sperava così facendo di richiamare l'attenzione del pubblico su questo aspetto della pratica zeniana, anche se i suoi insegnamenti non si limitavano a suggerire pratiche buddhiste. In quegli stessi anni il professor Needham, nella sua ponderosa storia della scienza e della civil­tà in Oriente e in Occidente, confrontava l'approccio estremo-orientale alla sa­lute e alla longevità (basato sui principi di yin e yang) , che esaltava l'importanza della dieta, con la tradizione occidentale, rappresentata da Ippocrate, Hefeland e altri.

E definì queste correnti storiche gemelle macrobiotica. Come risultato di questi sforzi il termine macrobiotica cominciò a diffondersi nella società mo­derna. Avendo studiato con George Ohsawa in Giappone nel periodo successivo alla fine della seconda guerra mondiale, dopo aver iniziato ad insegnare la filo­sofia di yin e yang negli Stati Uniti, io adottai il termine "macrobiotica" nel suo significato originario di metodo universale che assicura la salute e la longevità e che, oltre che della dieta, si occupa dello studio di tutte le dimensioni della vita umana, dell'ordine naturale e dell'evoluzione cosmica. La macrobiotica abbrac­cia tutti i campi possibili: comportamento, pensiero, respirazione, esercizi fisici, rapporti, abitudini, usi e costumi, culture, idee e coscienza, nonché gli stili di vi­ta, individuali e collettivi, di tutto il mondo. Di conseguenza la macrobiotica non si identifica unicamente con la dieta, anche se questa per molte persone rappresenta il primo passo e l'introduzione allo stile di vita da essa propugnato. E' "macrobiotica" il modo di vivere universale che ha permesso all'umanità di svilupparsi biologicamente, psichicamente e spiritualmente e che le permetterà di conservare la salute e di raggiungere la felicità e la pace. Comprende un ap­proccio dietetico, ma il suo obiettivo è quello di assicurare la sopravvivenza del­la specie umana e la sua ulteriore evoluzione su questo pianeta. Come dimostra questo breve excursus storico della macrobiotica, essa non è un concetto astratto ma una realtà viva. A partire dalle prime culture e ci­viltà fiorite su questo pianeta, essa è stata praticata e sviluppata generazione do­po generazione: contempla la dieta e il sonno, l'attività e il riposo, il pensiero e il sentimento, il rispetto per i genitori e i progenitori, l'amore per i figli e i figli dei figli, e il modo di allevarli, il soccorso ai fratelli, l'ammirato stupore per la bellezza del creato, per il prodigio dei fiori, degli alberi, dei monti, dei fiumi e delle stelle e per l'Infinito Ordine dell'Universo. Lo spirito macrobiotico è in­scindibile dal servizio del prossimo, come individuo e come collettività, della famiglia e della società, e dalla dedizione all'opera di costruzione di un mondo sano e pacifico.