Come diventare operatore Shiatsu: la testimonianza di GIuseppe Sivero

Come diventare operatore Shiatsu: Giuseppe si racconta

Come si diventa operatore Shiatsu?

È una delle domande che ci sentiamo chiedere più spesso, ma non c’è una risposta uguale per tutti: lo Shiatsu è un’esperienza a cui ogni persona arriva percorrendo la propria strada.

In questo articolo raccontiamo l'esperienza di Giuseppe Sivero, operatore e insegnante presso la Scuola Internazionale di Shiatsu.

Perchè hai iniziato a praticare lo Shiatsu?

"Ho iniziato per puro egoismo!

Ho studiato per diventare consulente macrobiotico presso l’International Macrobiothic Institute e lo Shiatsu era una delle materie che dovevo studiare. All’inizio è stato difficile: non ero del tutto a mio agio nel sottopormi al trattamento, ma una volta arrivato all’ultima seduta mi sembrava di camminare a 20 centimetri da terra. Mi sentivo leggero, sentivo di stare bene: ho deciso che non potevo perdere questa cosa. Così ho continuato a studiare e ho fatto la triennale.

Inoltre, mi è sempre piaciuto prendermi cura degli altri, perciò lo Shiatsu era qualcosa che stava già nelle mie corde.

All’inizio, non pensavo assolutamente che a come diventare operatore Shiatsu professionista: in un certo senso, mi ci sono trovato dentro! Ho cominciato a fare prima trattamenti, poi ho iniziato un percorso per imparare ad insegnare agli altri."

 

Come sei diventato maestro?

"Ci è voluto un po’ per arrivare ad insegnare ai tre livelli della scuola: non mi sentivo pronto, perché per me insegnare è molto più che trasmettere una tecnica, significa anche trasmettere te stesso.

Io ho lavorato come cuoco per dieci anni in un ristorante vegetariano. La Scuola Internazionale di Shiatsu Italia aveva l’esigenza di cominciare a fare i corsi di nutrizione: sono quindi stato contattato da Attilio (il fondatore della scuola) per tenere corsi di questa tipologia.

Successivamente ho fatto il corso di Shiatsu a Verona e nel frattempo ho cominciato a fare da assistente ai corsi: questo mi ha permesso di entrare nel meccanismo dell’insegnamento.

Ho scoperto che mi piaceva trasmettere un’esperienza, usando i giusti strumenti."

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Cosa ti ha fatto innamorare di questa filosofia?

"Quello che mi ha fatto avvicinare allo Shiatsu è stato il cibo. Nel ristorante in cui lavoravo si prestava molta attenzione alla qualità del cibo, ma un certo punto questa cosa non mi ha più soddisfatto, così sono arrivato alla macrobiotica.

In seguito, ho capito che la macrobiotica non c'entra solo col cibo: è una filosofia che dà molte chiavi di lettura per interpretare la realtà, rispettando i cicli naturali, e mi ha affascinato tantissimo. Passare dalla macrobiotica allo Shiatsu per me è stato un passaggio naturale."

 

Come vivi il tuo lavoro?

"La cosa più importante, per me, è fare una professione che mi piace e che mi permette di aiutare le persone.

Credo che non si possa diventare operatore Shiatsu, anche a livello professionale, senza essere “coinvolti”. È sempre e comunque più di un lavoro. La tecnica a mediazione corporea ti porta inevitabilmente ad essere coinvolto a livello personale, a 360 gradi.

Nel mio caso, non è una cosa da cui posso staccare: pratico Shiatsu in ogni momento, quando mangio, quando mi relaziono con le persone, quando parlo, tenendo presente sempre i principi alla base dello Shiatsu. Un’altra cosa che amo dello Shiatsu è che si sta sempre in ginocchio: per certi versi è una professione umile, ti porta ad allinearti con tutti, a stare al livello dei bambini."

 

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