La completezza dello shiatsu

LA COMPLETEZZA DELLO SHIATSU

“Secondo la definizione di Masao Maruyama, “il trattamento con i meridiani è una forma di terapia con la quale, non essendo condizionata dalla natura della malattia e non considerando l’alterazione come strettamente limitata a una parte determinata, ma comprendendola come un’alterazione dell’insieme dell’organismo, si tenta di porvi rimedio”. Vale a dire che, siccome i meridiani sono sistemi che registrano ogni alterazione che sopravviene nell’organismo, procedere alla loro rimessa in ordine significa fare il trattamento olistico del corpo così come lo considera la medicina orientale” (da “Shiatsu et Médecine Orientale”, S. Masunaga, pag. 153).
Nel suo “Il libro dello shiatsu”, Saul Goodman afferma che “la parola shiatsu rappresenta un modo molto diretto di sviluppare e realizzare il nostro potenziale umano”.
E ancora, “shi significa pollice e rappresenta anche il cuore, e inoltre significa plasma, cioè la reale natura della nostra coscienza: in questo stato, la materia scissa nei suoi componenti elementari “può ricondensarsi in forma visibile oppure dissolversi in vibrazioni pure e spirito. Nello scoprire il mondo del plasma, la scienza ha rivelato il ponte che connette il mondo fisico a quello spirituale”.
Tsu significa pressione, condensazione di energia, rappresenta anche il cielo di energia magnetica che è la componente della nostra forza vitale”.
“A connette e coordina shi e tsu, è il suono iniziatore della nostra manifestazione di volontà”, l’unione del macro e del microcosmo.
Partendo da queste osservazioni e da ulteriori scambi di opinioni con S. G., nel mio libro “Lo shiatsu e il pensiero macrobiotico” ho potuto dare alla parola shiatsu tre significati diversi, che collocano lo shiatsu su tre piani di coscienza e consapevolezza diversi: “pressione con le dita”, che rappresenta l’approccio fisico e tecnico, “il cuore nelle mani”, che rappresenta il primo passo che va oltre la tecnica, sintonia, ascolto, relazione, empatia e mette in evidenza come le mani siano estensione del cuore e rappresenta il livello empatico, emotivo/sentimentale che si instaura nella relazione shiatsu. Il terzo significato va ancora oltre, “il ponte con l’infinito”, ove si coinvolge la crescita personale e spirituale sia del ricevente che dell’operatore e rappresenta perciò un livello che, per semplicità, chiamo psico-spirituale.
La filosofia che sostiene lo shiatsu parla dei 5 elementi e associa a ciascun elemento, oltre agli organi del nostro corpo una o più emozioni, gli aspetti psicologici e gli aspetti spirituali, mettendo in evidenza come lo shiatsu dia la possibilità di toccare tutti questi livelli e cioè la possibilità di raggiungere l’intera persona.
Quindi, riassumendo e semplificando, lo shiatsu agisce contemporaneamente a livello fisico, emozionale e spirituale. Basta volerlo liberamente e consapevolmente.
Perché ciò avviene? Perché lo shiatsu non è un semplice massaggio, o una normale terapia?
Per rispondere a queste domande è necessario considerare “il due”, formato da operatore e ricevente, che diventa “un uno”; infatti, quando operatore e ricevente entrano in contatto nel trattamento, formano un’unità, un unico nucleo, una cellula ove si incontrano lo yin e lo yang. Ove avviene questo incontro si creano vita e coscienza.

L’operatore rappresenta la forza del cielo, lo yang, la parte attiva, il ricevente rappresenta la forza della terra, lo yin, la parte passiva. Yin e yang, interagendo, creano tutti i fenomeni a partire dalla materia sottile, poi quella densa e con essa la vita della natura intorno a noi, vegetali, animali e l’uomo come ultimo e più evoluto abitante di questo pianeta. Inoltre, la forza del cielo rappresenta lo spirito e quella della terra la materia. Quindi, nella cellula unitaria operatore/ricevente si uniscono anche spirito e materia. Nella pressione perpendicolare, costante e sostenente entra, attraverso la forza/peso che imprime l’operatore, lo yang del cielo in contemporanea al movimento orizzontale impresso dalle due mani e tale movimento esprime la forza della terra. A sua volta, il ricevente in posizione orizzontale, accogliendo la pressione, esprime la forza yin della terra e, col movimento interno di contropressione, esprime a sua volta la forza yang.
Così, nel punto, si armonizzano cielo e terra, “in questo modo, aprendosi all’influsso della forza del cielo che induce rilassamento, la pressione si collega al ki invisibile. Allo spirito (yang attira yin) e si aprono livelli di coscienza più elevati (o profondi) più yin. Di conseguenza, essendo la causa della malattia originata dallo squilibrio di mente e spirito, la pressione ferma attira l’attenzione sulla profondità del problema” (R. Endo – Tao shiatsu).
Lo shiatsu, dunque, cito dal mio libro: “Si tratta di una tecnica che si caratterizza per il fatto di utilizzare una pressione statica che permette di attivare, a progressivi livelli di profondità, le diverse fasce dell’esistenza della persona (fisica, energetica, emozionale, psicologica, spirituale) facendo scaturire il movimento dall’interno in risposta alla staticità della pressione esterna”. E ancora, M. Vatrini – Anicha: “Pressione, contro-pressione: a questo livello avviene lo shiatsu e a questo livello che al sostegno che l’operatore dà al ricevente, risponde il sostegno che il ricevente dà all’operatore”.
Operatore e ricevente rappresentano dunque un’unica cellula e possiamo rappresentarli con il simbolo del Tao: yin e yang riuniti che generano ogni fenomeno materiale e spirituale.
Lo shiatsu, quindi, creando nel trattamento l’unità di yin e yang (detto anche nella filosofia macrobiotica il “principio unificatore”) agisce sui vari livelli menzionati più sopra. Per agire a tali vari livelli sono necessarie alcune condizioni: che l’operatore sia consapevole dello strumento che ha in mano e delle sue potenzialità, che sia consapevole che lo shiatsu agisce anche su se stesso (operatore), che ogni trattamento è occasione di conoscenza di sé e occasione di crescita e trasformazione personale e che nella cellula unitaria di cui parliamo lo yin (ricevente) agisce a sua volta sullo yang (operatore) per cui esso stesso riceve sostegno, equilibrio e guarigione. L’operatore deve essere pure consapevole che il suo trattamento agendo sul ricevente ne risveglia la capacità di riequilibrio energetico e di riattivazione delle sue possibilità di autoguarigione e che, dunque, è l’insieme di queste due azioni che produrrà il risultato desiderato. Non è l’operatore che dirà “ho guarito”, “ho fatto passare il mal di testa” o altro, ma è l’interazione dei due che ha prodotto l’effetto sperato e insieme hanno ottenuto il risultato desiderato.
Per ottenere tale risultato tuttavia è necessario che si verifichi una condizione simile nel ricevente. Il riequilibrio o guarigione possibile dipende dalla condizione del ricevente e dalla sua salute.
N.B. guarigione e salute non sono intesi nel significato che comunemente diamo a questi termini. Guarigione è riequilibrio a tutti o almeno alcuni dei livelli menzionati e consapevolezza di “essere” (anche la morte può essere guarigione quando la persona lascia questo mondo in pace con se stessa e con gli altri), ma non mi dilungo perché esula dal tema. Salute è equilibrio con se stessi e con gli altri e coscienza di ciò che si è e di dove si è. Le precedenti sono solo parte della definizione che possiamo dare ai due termini.
Cito di nuovo dal mio libro: “La pressione (incontro di yin e yang, Ndr.) rappresenta la condizione ideale, l’occasione attesa dalla persona per rimettere ordine in casa propria, cosicché il suo organismo, nel difendersi da questa “aggressione”, quale è la pressione, riesce a trovare il modo di utilizzare la propria forza a beneficio di se stesso riattivando il movimento energetico smarrito o ridotto”.
Il ricevente, dunque, dovrà essere aperto e disponibile a ricevere e riconoscere gli stimoli che arriveranno dal trattamento shiatsu e che potranno indurlo a riconoscere il suo stato attuale di salute, le cause dei suoi problemi e, se lo vorrà, trasformare il proprio stile di vita per un’esistenza più consapevole e più sana.
Il trattamento shiatsu, dunque, può agire sia a livello dell’operatore che del ricevente. Può agire a vari livelli di frequenza energetica: fisico, emozionale, psicologico, spirituale. Può quindi affrontare le varie problematiche che accompagnano la vita delle persone. Un approccio veramente olistico.
Dipende da noi: affrontare problemi di livelli così impegnativi non è obbligatorio, ma bisogna sapere che lo shiatsu offre queste possibilità. Se, come dice Masunaga utilizziamo il “non forzare” o come dice Michio Kushi il “non credo”; ciò che avverrà nel trattamento sarà sempre affrontabile dal ricevente e l’operatore sarà sempre in grado di gestirlo anche se non ha qualifica di medico o psicologo o altro, in ogni caso egli deve sempre avere l’onestà di inviare il proprio cliente ad uno specialista se riconosce che la situazione va oltre le proprie conoscenze e capacità. Basta usare il buon senso e l’amore che siamo capaci di agire. Quando la vita ci propone una sfida ci dice anche che, se si è presentata, è perché siamo in grado di affrontarla o comunque di non sfuggirla.
Nella mia esperienza ho sempre cercato di affrontare le tematiche uscite in un trattamento come occasione di crescita per il ricevete e per me, ma come detto non è obbligatorio lavorare a questi livelli, infatti può essere lo stesso ricevente che non si senta di andare oltre il fattore tecnico e fisico, e queste possibilità esistono sempre. Anche l’operatore potrebbe non voler andare oltre il semplice trattamento tecnico, ma deve anche essere cosciente che si assume una grande responsabilità rifiutando l’occasione offerta. La sua preparazione e il suo intervento si fermerebbero al solo fatto tecnico e sarebbe perciò stimolato a voler conoscere decine di altre tecniche: “dove non arriva lo shiatsu, arriva l’altra”. Questo avviene quando non si conosce veramente che cos’è lo shiatsu e non ne si ha fiducia così come non si ha fiducia in se stessi. Si può essere dei bravi tecnici ma non per questo essere dei bravi operatori.
Lo shiatsu può affrontare sintomo, causa, origine dei problemi che il ricevente presenta: ripercorrere la propria vita, lasciare il conosciuto che dà sicurezza, ma… vivere il “non credo”, non copiare da se stessi o dagli altri, e dare inizio al cambiamento, per quanto impegnativo possa essere. Tutto cambia, è la legge dell’intero Universo. Questa è ciò che chiamiamo autoguarigione e lo shiatsu è un mezzo per arrivarvi. Lo shiatsu lavora a livelli profondi, ci mette di fronte a ciò che siamo, non a ciò che vorremmo essere o a come vorremmo che gli altri ci vedano, e nell’unione di operatore/ricevente, cioè dello yin e dello yang possiamo arrivare alla consapevolezza di noi stessi. La guarigione non è solo fisica, può essere anche più profonda… spirituale: accettare la vita, arrendersi alla vita e nella vita ci sono la gioia, la bellezza, ma anche la malattia e la morte. Tutto ciò fa parte della vita, capirlo e accettalo è la guarigione di cui tutti abbiamo bisogno.
Solo quando l’operatore ha fatto un grande lavoro su se stesso può accompagnare il ricevente alla scoperta di sé.

Attilio Somenzi